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MADRE MARINA MANDRINO UN ESEMPIO DI IMPEGNO CRISTIANO E DI PRESENZA EDUCATIVA NEL LAMETINO

 

 

 

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Pastorale giovanile

 

Ieri è tornata in cielo Madre Marina Mandrino. Una grande suora delle Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue, nel solco tracciato dal beato Tommaso Maria Fusco. La suora delle orfanelle di via Garibaldi, dell’Istituto scolastico, della Casa di Nazareth di Acquavona a Platania, di Falerna, ed infine la Casa del Sacerdote. Un esempio di gioia e fede per superare le avversità. La madre superiora Marina ha lasciato tanti fiori e tante opere, dettati dal suo infaticabile entusiasmo. La capacità di coinvolgimento e di mobilitazione che la giovane suora riuscì a realizzare, infatti, conquistava tutti. Nonostante le sofferenze e i periodi difficili fu sempre determinata negli obiettivi pastorali e di carità che l’animavano.  

Fin da giovanissima ha legato la sua vita e la sua vocazione alla nostra città, dove conseguì l’abilitazione magistrale per l’insegnamento ai ragazzi e ai  bambini. Un impegno rilevante, frutto del volontariato autenticamente gratuito delle suore delle Figlie della Carità e di Madre Marina, rilevante, un impegno educativo ed apostolico verso numerose generazioni di bambini lametini. La città, nel dopoguerra, in assenza totale di strutture o servizi pubblici per i minori, vide svilupparsi la presenza di questa opera, senza alcun aiuto finanziario pubblico e solo con il volontariato autenticamente gratuito della Suore dell’istituto Fusco e la bontà finanziaria di molte persone private.

 Mobilitate dalla giovane suor Marina seppero dare una risposta positiva e concreta a tanti drammi di ragazzi e ragazze in difficoltà, realizzando nella incredulità di molti il moderno e più ampio istituto di viale I° maggio. Il Suo ordine La chiamò a porre a servizio della comunità le sue capacità. Fu eletta Madre Generale e promosse un nuovo percorso dell’Istituto delle Suore del Preziosissimo Sangue, con l’apertura delle vocazioni religiose sino all’India, in Africa, in Brasile e negli Stati Uniti.

“Riuscì anche in questa impresa con la sua fede incrollabile, piccola, tenace, gioiosa e serena, ha fatto dell’Amore del Signore, un baluardo inattaccabile da qualsiasi malevole intenzione, ha ricordato il diacono Alfredo De Grazia, oggi l’Istituto Fusco è ricco di tante vocazioni nuove che sono i fiori nuovi per la vigna del Signore; oggi ella riposa come un Fiore che ha ornato l’altare del Signore e che ha diffuso il suo profumo, ha cessato il suo compito storico resistendo tenacemente ad ogni sofferenza sino al suo ultimo respiro, all’età di 92 anni. Si è chiusa un’epoca”.

Per chi l’ha conosciuta era una gioia del cuore e della speranza vederla sempre impegnata a risolvere problemi con la fiducia estrema dei piccoli. Madre Marina povera e umile suora è stata capace di smuovere tanto per la nostra città.

L’apostolato delle suore è stato sempre molto gradito ai nicastresi per l’assistenza agli ammalati, la presenza nelle parrocchie e l’insegnamento. Anche il Consiglio Comunale dell’epoca si interessò dell’Impianto di una casa di ricovero per le orfanelle. Le orfanelle dapprima erano ospitate nel Convento di via Garibaldi, dove fu attivato l’orfanotrofio e dove le famiglie nicastresi, soprattutto operaie ed artigiane, mandavano le loro figlie alla “maistra delle monachelle” come si diceva. Da allora l’Istituto ha preparato alla scuola ed alla vita centinaia e centinaia di persone. All’orfanotrofio, alla scuola materna ed elementare si aggiungono le altre attività nelle corsie dell’Ospedale Civile, il servizio infermieristico e l’assistenza ai minori.

 Raffaele Spada  - Lamezia Terme, 4 marzo 2008. 

 

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